L'autore |
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Dag Solstad è nato a Sandefjord nel 1941. Considerato uno dei maggiori scrittori norvegesi contemporanei, è autore prolifico di racconti brevi e opere teatrali, tra i quali Tentativo di descrivere l’impenetrabile (1984), Timidezza e dignità (1994) e 16-07-41, autobiografico (2002). È l’unico scrittore ad aver ricevuto per tre volte il prestigioso Premio della Critica (1969, 1992 e 1999), oltre al Nordisk Råds (1989) e al Premio Brage (1998).
Le inquietudini e gli interrogativi che Solstad mette in scena vanno evidentemente ben al di là dei dintorni di Oslo. – IL FOGLIO
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TIMIDEZZA E DIGNITÀ
Genanse og verdigheit (1994)
Traduzione dal norvegese di Massimo Ciaravolo
I edizione:luglio 2010
pp. 164– Euro 16,00
ISBN 978-88-7091-186-2
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Una mattina d’autunno, doppia ora di
letteratura norvegese di fronte a una sonnolenta e ostile
classe di maturandi: è l’inizio della grottesca crisi di
nervi del professor Elias Rukla che, dopo venticinque
anni di onorato servizio, mette la parola fine alla sua
carriera e compromette definitivamente la sua reputazione
sociale. Una resa dei conti che gli fa ripercorrere
gli eventi fondamentali della sua vita, dalla libertà e
i sogni dei tempi studenteschi, fino al lavoro, al matrimonio
e alla gabbia mentale che rende impossibile
ogni svolta. La prosa di Solstad, col suo ritmo serrato
fatto di incisi e iterazioni, insegue appassionata un
personaggio su cui sono proiettati tratti autobiograici
e generazionali: la sua caduta è la stessa di milioni di
uomini del mondo occidentale.
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L'autore |
PETER FRÖBERG IDLING |
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Peter Fröberg Idling è nato nel 1972. E’ giornalista freelance, parla khmer, e in passato ha tra l’altro lavorato come operatore della cooperazione internazionale. Il Sorriso di Pol Pot, votato dai lettori come libro svedese dell’anno 2007, è stato pubblicato in molti paesi.
Un libro davvero sensazionale – HISTORIE-DU
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IL SORRISO DI POL POT
Pol Pots leende (2006)
Traduzione dallo svedese di Laura Cangemii.
I edizione: febbraio 2010
pp. 296 – Euro 17,00
ISBN 978-88-7091-181-7
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Nell’estate del ‘78 un Boeing 747 cinese atterra nella Kampuchea Democratica con a bordo una delegazione dell’Associazione Svezia-Cambogia, guidata da Jan Myrdal. I quattro svedesi sono tra i pochissimi stranieri a cui è stato consentito l’ingresso nel paese dove si è verificata la rivoluzione comunista più radicale a cui il mondo abbia mai assistito. Sei mesi dopo la loro visita si scopre che, nel corso dei tre anni e mezzo nei quali Pol Pot è stato al potere, quasi due milioni di persone, corrispondenti a un quarto della popolazione, sono stati giustiziati o sono morti di fame, malattie e schiavitù. Ma durante il viaggio di mille chilometri attraverso il paese, i quattro delegati non hanno visto né morte né terrore, descrivendo anzi la rivoluzione dei Khmer Rossi come pienamente riuscita, un modello da seguire. Com’è possibile che quattro studiosi specializzati nel Sudest asiatico, abbiano compiuto un viaggio nel pieno di uno dei più imponenti eccidi del Novecento senza vedere nulla? Nella sua ricerca della verità, Idling ha ripreso contatto coi protagonisti della vicenda, intervistandoli e indagando su quell’esperienza. Tutti mostrano di avere opinioni contrastanti sulla rivoluzione dei Khmer Rossi ma la loro memoria ci aiuta a ricordare un importante capitolo della storia contemporanea.
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